2021

LUT - Lavaredo Ultra Trail

La Lavaredo Ultra Trail è una gara di 120 km con 5.800 m di dislivello positivo.

Dove: Lavaredo
Quando: 25 Giugno 2021
Distanza: 120 km
Dislivello: 5.800 d+
Tempo: 17h11'41"
Posizione: 62/1.800

Sono arrivato alla partenza di questa mia prima Lavaredo Ultra Trail (LUT) dopo un periodo piuttosto particolare, a dir poco strano.

L’onda lunga della pandemia negli ultimi mesi non ha che accennato a dare una parvenza di normalità, ma per certi obiettivi sportivi, agonistici per di più, occorre ben altro.
Per pensare, organizzare e realizzare certe trasferte sportive occorre una preparazione ed una programmazione che non può limitarsi a pochi mesi.
Occorre sognare “a lunga scadenza” e iniziare a lavorarci quando ancora l’obiettivo non è che un lontanissimo puntino all’orizzonte.

È l’inizio del 2021 quando confermo l’iscrizione trasferita dal 2020. Purtroppo non posso avere ancora un calendario gare annuale ben definito e preciso in testa. Dobbiamo fare ancora i conti con lockdown e zone colorate… ma sono entusiasta di inserire la Lavaredo Ultra Trail nei miei appuntamenti clou dell’anno.

I primi mesi dell’anno passano in una situazione podistica che definirei “né carne né pesce” : si alternano allenamenti lunghi, ripetute, mordi e fuggi sulle montagne cercando interpretazioni e cavilli nei vai dpcm emanati. Le settimane scorrono e con loro anche i mesi.
Più si avanza, più cresce la certezza che nel deserto (di Atacama) non ci tornerò quest’anno.

Pensieri, dati, programmi, famiglia, lavoro… I pensieri si accavallano, ma la direzione è quella di dover scegliere gare importanti sì, ma a corto raggio.

E così sia. Saranno tre per quest’anno.

La prima.

Sfruttando allenamenti e velocità sviluppati fuori casa, accostato da una preparatore speciale, mi convinco che fare alcune ultra su strada possa dare qualche buon risultato e, in tutti i casi, gettare delle ottime fondamenta per i mesi a venire.

È deciso, il programma di allenamento è pronto : correrò il Passatore, edizione speciale nella pista dell’autodromo di Imola. Un giro di circa 5km da ripetere 20 volte.
Fondamentalmente penso di essere un maratoneta, per cui come succede spesso, dopo la distanza regina, verso i 50km, comincio ad accusare il colpo.
Stringo i denti, corro altri giri, ma purtroppo la giornata è di quelle NO, per cui dopo circa 67km mi fermo, DNF, non mi va di finire sulle ginocchia… Anche se col senno di poi son convinto che il pettorale l’avrei dovuto onorare.
Tutta esperienza.

La situazione pandemica nel frattempo inizia a migliorare. Si riapre pian piano un po’ tutto. Si può tornare a fare allenamenti in ambiente.

È maggio quando ormai realizzo che mancano poco meno di due mesi alla LUT.

La seconda.

Credo che il carico di chilometri sostenuto negli ultimi mesi possa essere sufficiente per affrontare i 120km della gara, che, come risaputo, è piuttosto corribile.
Rimangono da allenare altri aspetti, quali il dislivello, la corsa in montagna e la notte.

Le settimane successive sono dedicate proprio a questi aspetti.
Corro la bellissima gara del Trail degli Altipiani, nelle nostre montagne bergamasche, che rappresenta circa la metà della Lavaredo Ultra Trail.
L’epilogo non è stato dei migliori: causa una giornata veramente calda (una delle prime) ho dovuto correre gli ultimi 29km circa con i crampi… Perdendo moltissime posizioni. Ma a questo giro la medaglia l’ho portata a casa!

Seguono altri allenamenti. Non dimenticherò l’ultimo allenamento Trail prima della gara, circa 10 giorni prima, dove ho rimediato ben due storte alle caviglie… Riposo, ghiaccio e fisioterapista sono stati fondamentali!

Finalmente arriva la settimana della gara.

Arrivo a Cortina il giovedì, la gara partirà venerdì alle h 23.
Ci sistemiamo, io e mia figlia, in campeggio, dove si trova anche l’amico Bruno e famiglia. Altri Runners Bergamo li incontriamo in giro per il paese. I momenti prima della gara lì ricordo con molto piacere, ma più si avvicina il venerdì sera, più sale la tensione.

Venerdì h 20, sono in tenda, fuori piove forte e provo a dormire un po’.
La mente viaggia e cerca di calcolare l’equipaggiamento e l’abbigliamento migliore viste le nuove condizioni meteo.
Fortunatamente la pioggia scema, verso le 22 smette.
Lascio il campeggio e, con Bruno, vado verso la partenza. Deposito borse e poi in griglia.
Mancano ormai pochissimi minuti. Lo speaker svolge il suo lavoro egregiamente e fa aumentare la sensazione di tensione in noi Runners.

Mi guardo in giro. Tanti occhi lucidi. Tanta determinazione e umiltà. Tutti super equipaggiati. Sono presenti ben 50 nazionalità a questa manifestazione!

Inizia il countdown, la musica di Ennio Morricone mi fa venire la pelle d’oca.

Si parte!!

I primi 2km sono in mezzo a due ali di folla, poi il gruppo inizia a sgranarsi, prima di essere inghiottito nel bosco.

Tutto tace, è quasi mezzanotte e siamo nel cuore della montagna. Respiri affannati, ticchettio di bastoncini, luci dei frontalini e qualche timida battuta.

Mi imposto un ritmo medio, uno schema mentale che mi permetta di passare le ore mentalmente più dure : acqua anche se non ho sete, un gel ogni scoccare dell’ora, arrivo al ristoro estraggo il bicchierino 2/3 bicchieri di acqua o thé caldo, 2/3 fette di pane con olio e sale. Due minuti per riprendere fiato e via, si riparte, senza forzare.

La notte ormai ci ha inghiottito. Dopo la partenza ho recuperato moltissime posizioni e sono circa nei 50.
Tra concorrenti corriamo molto distanziati.
In alcuni tratti spengo la frontale e lascio la luna piena ad illuminare il percorso. Il calcare sembra brillare sotto la luce lunare. Che spettacolo! Fotografo mentalmente questi momenti, non li dimenticherò molto facilmente.

I km passano, con essi ristori, salite e discese. Ho difficoltà con la pila frontale : non illumina abbastanza, per cui sono spesso costretto a dover approfittare della luce dei concorrenti dietro di me.

Quando inizia a schiarire mi trovo sul lago di Misurina.
Ora oltre ai cono di luce delle pile frontali si intravedono anche altre sagome.

Proseguo. Sto bene.

Non conosco bene le zone, purtroppo, ma quando inizia ad albeggiare mi trovo appena sotto il rifugio Auronzo, con la luna alle spalle e le prime luci dell’alba davanti.
Lì incontro Loris, di Bergamo, alla sua seconda edizione. Scambiamo qualche parola, le prime dalla sera precedente.

Il passaggio sotto le Tre Cime di Lavaredo, all’alba, è il momento più spettacolare ed emozionante. Non ci penso due volte a fermarmi un attimo per scattare alcune foto e godermi il panorama!

Segue una lunga ed interminabile discesa verso la Base Vita di Cimabanche. Transito in 8h05′ circa. Devo abbandonare i bastoncini, uno dei due è rotto, farò senza.
Dopo circa 10/15 minuti riparto. Mi son cambiato e rifocillato.

So che la gara “non è ancora iniziata” e che manca ancora la spaventosa Val Travananzes.
Vado avanti cercando di essere regolare, sia sulle salite che nelle discese.
All’imbocco di questa temutissima valle ritrovo Loris e conosco anche Federico, di Bergamo anche lui. Con loro ho passato questa fase cruciale della gara : tra guadi, imprecazioni, battute e racconti siamo arrivati al Col Gallina.
Al ristoro mi son fermato più del previsto, infatti sono arrivato piuttosto “vuoto” e mi sono concesso più alimenti, bevande e riposo.

Dopo il Col Gallina sapevo che c’erano ancora Avenau e Giau da fare… Uno dopo l’altro, passo dopo passo, sono sfilati anch’essi. Non vorrei lasciar intendere che sia stato facile, ma… ero lì per quello!

Superata anche l’ultima salita è iniziata la lunghissima, apparentemente interminabile, discesa verso l’arrivo.
Cortina era laggiù, ben visibile.

Se è vero che in discesa vanno anche i sassi, è anche vero che dopo circa 15 ore di gara anche la discesa può diventare antipatica! Soprattutto se è rappresentata da un sentiero dritto per dritto, senza curve e piuttosto ripido.

Tutto ha una fine. Anche la discesa più lunga.

Ho capito che ormai ero, quasi, arrivato quando ho rivisto le prime strade e case.
Conoscevo l’ultimo km: c’era ancora un’ultima salitina da fare prima della passerella d’onore in Corso Italia, all’arrivo.

La presenza di Bruno, della sua famiglia e di mia figlia Gaia, con cui ho corso gli ultimi 500 mt e tagliato il traguardo mi hanno fatto dimenticare velocemente la fatica delle 17 ore precedenti.

Ripasso sotto lo striscione della partenza 17 ore e 11 minuti, dopo.
Al di là una bellissima medaglia e una bella birra fresca. Ma soprattutto la soddisfazione di essere finisher, ancora una volta!

Quest’ultima medaglia mi da la forza e la volontà di voler affrontare la prossima, incredibilmente impegnativa, gara e esperienza di vita.

A settembre.

La terza.

3 commenti su “Lavaredo Ultra Trail 2021”

  1. Claudio Gualandris

    Grande Thomas, oltre che un fortissimo atleta anche ottimo narratore…mi hai fatto emozionare…mi sono immedesimato nel tuo racconto…. spettacolo!! alla prossima!!!

  2. Ke emozione leggere …sembrava di essere li con te complimenti …capisco queste emozioni bravo ti invidio.
    💪🏃‍♂️

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